Reazioni avverse da vaccinazione Covid-19 in ambito neuropsichiatrico: comprenderne i meccanismi

Le sinapsi stanno alla base della maggior parte delle funzioni cerebrali complesse, quindi le alterazioni della funzionalità sinaptica risultano essere implicate in molti disturbi neurologici e psichiatrici. Il sistema immunitario è il principale regolatore della funzione neuronale. Nel presente scritto faremo chiarezza riguardo le risposte immunitarie e, conseguentemente, le risposte neuropsichiatriche innescate dalla vaccinazione Covid-19.

Vaccinazione di massa per contrastare la pandemia da SARS-CoV-2

Come risulta già noto, durante la pandemia del virus SARS-CoV-2 diversi organismi di regolamentazione hanno approvato l’utilizzo delle differenti vaccinazioni disponibili, al fine di contenere le morti degli individui più fragili e la progressione della malattia. La Food and Drug Administration (FDA), ad esempio, ha approvato i vaccini nel dicembre 2020.

Nonostante le tempistiche di produzione del vaccino così veloci, e mai ritenute sicure prima di questa occasione, e la terapia allora innovativa del plasma iperimmune sperimentata dal Dottor De Donno e colleghi, si è proceduto con la vacinazione di massa. Quest’ultima, indistintamente effettuata, ha però riservato degli effetti avversi notevoli. Encefalite autoimmune, mania, psicosi e sindrome di Guillain-Barrè sono solo alcuni dei casi rilevati e studiati.

Una minima panoramica iniziale

Ambito neurologico

L’Encefalite Autoimmune comprende un gruppo di disordini infiammatori di natura non infettiva e immuno-mediati del cervello. Si tratta di un disturbo neurologico debilitante, i cui sintomi comprendono alterazioni dello stato mentale, cefalea e febbre. Questi ultimi possono essere accompagnati anche da convulsioni o deficit neurologici funzionali. Analisi del liquido cerebrospinale e studi di neuroimaging sono necessari per la diagnosi.

La Sindrome di Guillain-Barrè (GBS) è un disturbo neurologico debilitante, immuno-mediato e caratterizzato da paralisi neuromuscolare acuta. Debolezza muscolare, tendenzialmente simmetrica, e lieve perdita della sensibilità distale sono i sintomi principali, mentre i disturbi sensoriali non sempre compaiono. Analisi del liquido cerebrospinale, esami elettrodiagnostici e valutazione clinica sono richiesti per diagnosticare questa sindrome.

Ambito psichiatrico

La Mania è un disturbo episodico di comportamento, percezione, sonno ed umore. Questo ultimo risulta essere euforico e/o irritabile, associato ad un aumento dell’energia, mancanza di sonno e pensiero compromesso. La comprensione della neurobiologia sottostante è piuttosto scarsa ma vi sarebbe una disregolazione della trasmissione sinaptica, in particolare quella del glutammato e la sua azione sui recettori N-Methyl D-Aspartato (NMDA).

Figura 1 – Rappresentazione di una sinapsi, con le sue componenti e di una vescicola [Howes et al., 2024; https://www.nature.com]

La Psicosi è un insieme di sintomi clinici che descrivono un’alterazione dell’omeostasi dello stato mentale. La teoria maggiormente diffusa relativa alla neurobiologia associata alla psicosi è quella di una disregolazione del percorso mesolimbico cerebrale dovuto ad un’iperattività dopaminergica. Notevoli ricerche hanno indicato interazioni tra dopamina, glutammato, GABA e serotonina. Più recentemente sono emersi altri aspetti lagati a questo stato mentale, come la neuroinfiammazione e lo stress ossidativo.

Risposta pro-infiammatoria causata dal vaccino: come si comporta il sistema immunitario?

A seguito della vaccinazione, il sistema immunitario attiva una serie di risposte che si traducono nel rilascio di alcuni mediatori dell’infiammazione: le citochine. Proprio un aumento delle citochine pro-infiammatorie, in particolare le interleuchine (IL) IL-2, IL-6 ed IL-8, può provocare l’ipofunzionamento del recettore NMDA.

Ne consegue una diminuzione del controllo inibitorio sui neuroni dopaminergici dell’Area Tegmentale Ventrale (VTA), con aumento della produzione di dopamina.

Figura 2 – Neuroni dopaminergici nella VTA e Substantia nigra (SNc) che proiettano allo Striato, al Nucleo Accumbens ed alla Corteccia Prefrontale [Arias-Carrión et al., 2014; https://www.biomedcentral.com/]

La vaccinazione induce un’attivazione dello stato autoimmune

Vaccinazioni più note

La letteratura ha rivelato che i vaccini contro l’influenza H1N1, la difterite, l’epatite B, la HSE, la pertosse, la poliomelite ed il tetano possono essere associate all’encefalite del recettore anti-NMDA, oppure risultano responsabili nell’innascare l’insorgenza o l’esacerbazione di patologie autoimmuni. Vaccini per l’epatite A, B e la rabbia sono stati associati alla GBS.

Vaccinazione Covid-19

Per quanto concerne la somministrazione del vaccino per SARS-CoV-2, successivamente ad essa, risultati della risonanza magnetica hanno dimostrato iperintensità della sostanza bianca, indicativi di Encefalite Autoimmune. Si suppone che i cambiamenti osservati nello stato mentale post vaccino, compresi i sintomi psicotici, possano proprio essere una manifestazione di questo tipo di encefalite ed, in particolare, proprio all’aumento della produzione di dopamina.

La correlazione tra il vaccino in questione e la GBS è stata segnalata da molti Paesi in tutto il mondo e ha destato preoccupazione tra i neurologi. Ad oggi sono quattro i diversi tipi di sindrome, ma tutti hanno in comune l’attacco delle cellule immunitarie sulle cellule nervose del Sistema Nervoso Periferico e la loro struttura di supporto.

I diversi bersagli nella GBS

Nella variante I – polineuropatia infiammatoria demielinizzante acuta – cellule T ed anticorpi attaccano le cellule di Schwann e gli epitopi della mielina delle radici nervose periferiche che rallentano la conduzione elettrofisiologica. La neuropatia assonale sensitivo-motoria acuta è la II variante ed è la più grave, caratterizzata da infiammazione e degenerazione degli assoni. La sindrome di Miller Fisher è la III variante di GBS e ha come bersaglio il muscolo oculare, provocando inoltre diplopia e atassia. La IV variante – neuropatia assonale motoria acuta – è caratterizzata da un attacco all’assone del nervo motorio e ai nodi di Ranvier.

Caratteristiche e tempistiche di insorgenza degli effetti avversi

In alcuni soggetti l’immunizzazione vaccino-indotta causerebbe malattie autoimmuni perchè alcune proteine microbiche sono simili alle proteine umane (mimetismo molecolare), per la produzione di particolari autoanticorpi ed il ruolo di alcuni adiuvanti del vaccino.

Per quanto riguarda gli effetti neurologici, gli studi riportati citano distanza temporale tra vaccinazione ed effetti collaterali entro 3-4 settimane. I soggetti sono di sesso femminile e maschile, indistintamente. L’età dei soggetti è piuttosto variabile, ma non comprende bambine/i adolescenti nè giovanissimi con meno di 18 anni. Per quanto riguarda gli effetti psichiatrici sia i range temporali che l’età degli individui sono minori rispetto a quelli che caratterizzano le risposte neurologiche.

Le vaccinazioni associate a queste risposte neuropsichiatriche avverse sono vaccini ad mRNA e vaccini con adenovirus, delle aziende farmaceutiche AstraZeneca, Janssen Pharmaceuticals (una filiale Johnson & Johnson), Moderna e Pfizer-BioNTech. Per quanto riguarda la prima tipologia, sono state formulate due ipotesi che spiegano come l’antigene virale abbia provocato gli effetti avversi in questione: I. l’antigene virale aumenta la risposta pro-infiammatoria e attiva un meccanismo autoimmune che porta all’episodio psicotico; II. la vaccinazione induce alterazioni del metabolismo della tiamina, portando a queste risposte neuropsichiatriche. I casi di Psicosi riportati in questo articolo riguardano infatti giovani adulti, di cui soltanto un ragazzo trentunenne con precedenti problemi di salute mentale.

Conclusioni alle risposte neuropsichiatriche

Sebbene ci siano pochi casi di encefalite anti-NMDA segnalati correlati alla vaccinazione, esiste la possibilità che vi sia un numero più elevato non riportato. Emerge, ordunque, la necessità di una maggiore divulgazione dei casi correlati ai vaccini, affinchè si possa prevenire o gestire al meglio questo tipo di problematica.

Per quanto riguarda le risposte neuropsichiatriche in questione, esse sono una complicanza legata alla vaccinazione Covid-19 ed una diagnosi precoce può consentire un trattamento migliore e migliorare i risultati clinici. Si dovrebbe confrontare il grado di danno correlato al vaccino con il corrispondente pericolo legato all’infezione naturale.

Per porre fine a stati di emergenza sono necessarie delle misure di un certo tipo, ma le gravi reazioni avverse riportate negli studi citati in questo articolo, dimostrano che i gruppi di rischio dovrebbero essere determinati con maggiore attenzione. Il monitoraggio sistematico ed il continuo follow-up degli eventi autoimmuni sono fondamentali per meccanismi specifici di diagnosi e stratificazione del rischio per le future vaccinazioni. Non di meno è necessario sviluppare un consenso sul monitoraggio e sulla gestione delle risposte neuropsichiatriche avverse a seguito della vaccinazione Covid-19.

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Giulia Guarisco

La biologia è la mia passione più grande. Spaziando tra immunologia, neurobiochimica e patologia, sono molto interessata alla fisiologia del sistema nervoso.

2 commenti su “Reazioni avverse da vaccinazione Covid-19 in ambito neuropsichiatrico: comprenderne i meccanismi”

  1. Ottimo lavoro Giulia, chiaro e sintetico. Hai toccato un tema molto importante “le vaccinazioni”.
    Mi ha fatto piacere che hai citato Dott. De Donno

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